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; Mercoledì 9 Aprile 2008

Posted by preproman in Rassegnata stampa.
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Ieri ho trovato un numero di Metro abbandonato in un’aula prima di una lezione, e nell’attesa, non avendo proprio null’altro di meglio da fare, ho deciso di sfogliarlo.

Mi ha sorpreso.

Mi ha colpito come un giornale così semplice, per di più gratuito, sia in grado di centrare in pieno i veri drammi della società contemporanea e di stimolare il dibattito su quei vitali aspetti che vengono inspiegabilmente lasciati ai margini della campagna elettorale, lasciando un amaro senso di insoddisfazione nei nostri cuori.

A pag. 19, quattro persone comuni rispondono su uno dei quesiti più complessi da affrontare nell’Italia odierna, un tema così spinoso che difficilmente, anche se la società civile dovesse impegnarsi fino in fondo, riuscirà ad avere quella soluzione certa e condivisa che un po’ tutti noi attendiamo ormai da sempre: favorevoli o contrari all’abolizione del punto e virgola?

Toccante la testimonianza di Cristian Rossetto, pr 36enne di Carboneria (TV), che, dicendosi favorevole al mantenimento di tradizioni come questa, non solo è contrario all’abolizione, ma afferma pure di usarlo spesso. Non lascia invece spazio alle mezze misure Michele Reggiani, 44 anni, autoferrotranviere di Nova Milanese: per lui il punto e virgola non è così importante, quindi è favorevole alla sua abolizione. Ma sono due donne sue conterranee a smontare questa sua estrema teoria: Silvia Righi, impiegata 49enne di Peschiera Borromeo, sottolinea come il punto e virgola dia più leggibilità a quello che scriviamo, mentre una stizzita e indignata Serena Carla Rizzi, 36 anni, da Cinisello Balsamo, preferirebbe che fossero aboliti molti neologismi e soprattutto il linguaggio da sms.

Sembra dunque che il punto e virgola, almeno per ora, sia salvo. Non possiamo che ringraziare Metro per questo esempio di servizio pubblico, e chiederci come sia possibile che invece nessuno dei candidati premier abbia mai toccato l’argomento in questa campagna elettorale, preferendosi soffermare su possibili abolizioni dell’ICI o dell’aborto. I problemi dell’Italia vera sono altri, punto e basta. Anzi, punto e virgola.

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