Un classico di ogni tempo e paese Venerdì 15 Agosto 2008
Posted by preproman in Cose che non avresti mai voluto sapere.Tags: Agghiacciante, Cazzate, Classici di ogni tempo e paese, Collezioni inutili in edicola, Oscenità, Spot, Tv
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La prima volta che vidi quello spot passare in tv ebbi un sussulto sul suo finale shock. Sto parlando della centoquarantamillesima collezione messa in edicola di quest’estate, ossia dei “Classici di ogni tempo e paese”, riproposti qui in un’elegante ed esclusiva rilegatura (che sembra quella dei libri in vendita nei negozi da 99 cent, ma vabbè). In edicola c’è infatti la prima uscita, che abbina, non so con quale logica (o forse nessuna), i Promessi Sposi e il Kamasutra. Eh?! Non oso pensare a quale potrà essere la seconda uscita (l’Inferno di Dante e la biografia di Cicciolina?).
Mi stupii anche del fatto che, a differenza di ogni altra collezione, questa non abbia alcuna casa editrice: niente DeAgostini, niente Hachette, niente Hobby & Work, niente Edizioni del Bradipo. Niente!
Ma il mio stupore ha assunto toni tragici quando mi sono accorto della sceneggiatura dello spot: lui è seduto sulla poltrona della nonna e si legge i Promessi Sposi, arriva lei che dice: “Che fai leggi? Allora leggo anch’io!”, e si fionda, con sguardo malandrino, sul Kamasutra. A parte che il Kamasutra non si legge, ma poi, mia cara svampita, pensi davvero di essere in grado di ravvivare gli stimoli erotici di un perdente con la faccia da triglia che sta leggendo i Promessi Sposi per dare una botta di vita alla sua giornata?
Otto! Otto!! Otto!!! Sabato 9 Agosto 2008
Posted by preproman in Cazzatelandia.Tags: Cazzate, Cerimonia d'apertura, Olimpiadi, Pechino 2008
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La cerimonia di apertura di Pechino 2008 mi ha deluso. Mi aspettavo qualcosa in grande stile, spettacolarissimo, invece mi è sembrata ‘na palla abbastanza retorica in cui l’idea principale trasmessa era che i cinesi sono una marea indistinta di tante persone che fan tanto casino. Lo sapevo già.
Salvo solo l’accensione del braciere: giuro, stavo pensando, mentre correvano gli ultimi tedofori, “sarebbe bello se chi accende la fiaccola si alzasse in volo e la accendesse dall’alto, non l’han mai fatto eppure non sarebbe così difficile”, e subito i cinesi m’han copiato (minchia che velocità). Il resto è stato tutto piatto e dimenticabile, a differenza di Sydney, Atene o Torino. Momento peggiore della cerimonia: quando son sbucati la versione cinese di Giò di Tonno e Lola Ponce a cantare una canzone dalla melodia orrenda più dell’originale e con delle parole che, essendo cinesi, mi suonavano come un mix fra numerosi gatti in calore e altrettanti gessetti sfrigolanti su una lavagna. Volevo morire.
A differenza delle mie previsioni poi, la cerimonia non si è conclusa con il lancio di gas nervino per sterminare tutti i potenti del mondo riuniti dello stadio mentre il presidente cinese si alza in volo su un mini elicotterino da spalla aizzando il suo popolo alla conquista dell’orbe terracqueo, ma in questo caso anche se non è andata così non mi lamento.