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Vip torinesi Venerdì 17 Ottobre 2008

Posted by preproman in Myself, Torino.
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Questo pomeriggio, mentre camminavo ingaro per strada, ho rischiato di spatassarmi contro Arturo Brachetti. Lui stava uscendo dalla “Casa della Chiave” (della serie: anche gli attori hanno delle serrature da rifare), in via XX Settembre, e si stava incamminando in direzione del Duomo, ma era girato all’indietro intento a salutare calorosamente il proprietario del negozio. Io invece stavo andando in direzione opposta, verso sud, con la mia solita aria un po’ (ehm) svampita, così appena lui ha fatto la curva uscendo dal negozio me lo son trovato a circa 5 mm dal mio naso.

So che non ci sarebbe nemmeno nulla di eclatante in questo evento, se non fosse per il fatto che mi ha finalmente tolto un dubbio che covavo ormai da tempo: ebbene sì, va in giro col suo spuncione di capelli anche al di fuori delle scene. :D

Indietro tutta Lunedì 13 Ottobre 2008

Posted by preproman in Cose che non avresti mai voluto sapere.
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Non sono il solo a pensare che l’Italia di oggi invece di andare avanti stia tornando indietro. Sarà la recessione economica. Sarà il maestro unico. Sarà il ritrovato razzismo. Sarà la lotta ai diritti civili per mano della Chiesa®. Sarà la messa in discussione della scienza e della cultura. Sarà. Però non credevo che fossimo tornati così tanto indietro…

Ho appena cercato di iscrivermi sul sito delle Poste Italiane (nome che va irrinunciabilmente pronunciato sulle note del jingle pubblicitario) per seguire i resoconti della mia nuova carta Postepay (sì, caro Silvio, ho seguito il tuo consiglio di non aver paura e di continuare a fidarsi di banche e poste, anche se quella puttanata del “comprate azioni Mediaset” te la potevi risparmiare, almeno stavolta, eh). Nel modulo di iscrizione ho notato una cosa alquanto bizzarra: nel menù a tendina da cui devi scegliere la tua provincia di residenza compaiono infatti anche, nell’ordine:

Provincia di FiumeProvincia di PolaProvincia di Zara

Alè. Mancano solo il Dodecaneso e l’Abissinia!

La cosa si fa più inquietante quando mi accorgo poi anche che, scelta una provincia, si attiva un sottomenù nella barra dei comuni, per cui basta inserire l’iniziale del comune per far scendere una tendina con l’elenco relativo (eh? Vabbè, non so spiegarlo meglio, oh). Insomma, è presente l’intero elenco dei comuni istriani, tutti rigorosamente indicati con desuetissimi nomi italiani!!! Dato che sicuramente non s’è capito, ecco cosa intendevo dire:

Comuni della Provincia di Fiume che cominciano con la C

Comuni della Provincia di Pola che cominciano con la P

Sono rimasto stupito e perplesso, e anche un po’ impaurito e allibito. No, perchè, ok, staremo pur andando indietro, ma davvero siamo tornati indietro così tanto? Brrrrr… Aiutooo!!! Voglio scendereeee!!!

Ah, dimenticavo: delle nuove (inutili) province sarde e delle tre nuove (altrettanto inutili) continentali (che di fatto comunque esistono già ,anche se non sono ancora operative come enti), nemmeno l’ombra!!!

L’economia gira con te Giovedì 9 Ottobre 2008

Posted by preproman in Myself.
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Dunque: c’è da far pagare la cauzione annuale da 150 € per poter alloggiare nella residenza. Come possiamo fare?

Teniamo buona la cauzione già versata esattamente un anno fa, tanto l’importo è lo stesso ed è già sul conto dove dovrebbe essere, quindi siamo già a posto così. Così nessuno ci perderà né tempo né danaro ulteriore.

Facciamo che “se si vuole ritirare la cauzione vecchia si deve però pagare la nuova nella medesima giornata, altrimenti si paga prima la nuova e poi si ritira l’assegno”. Scusa, non ho capito un cazzo di quello che c’è scritto… Allora, devi o pagare la nuova cauzione e poi ritirare la vecchia, oppure puoi ritirare la vecchia in direzione e pagare tassativamente lo stesso giorno la nuova, capito? Capito (forse…). Dunque: orari di ricevimento della direzione: lunedì, martedì e mercoledì, al mattino, no, ho lezione. Giovedì, alle 14. Che palle, al mattino no, eh? Oggi, ore 14. Posso ritirare la vecchia cauzione? Ah, abbiamo pensato di distribuirle direttamente alla reception perchè è più comodo. Quindi avrei potuto fare tutto già stamattina: rodo. Vabbè. Firma, firma, eccoti l’assegno. Ricorda di pagare oggi stesso. Sì sì. Mi vedo l’orologio digitale che scorre i minuti stile 24. Devo andare all’Unicredit (e devo andarci prima che fallisca se voglio i miei soldi, quindi devo ulteriormente sbrigarmi). Entro. Scusi, ma cosa ci fa lei qui? Eh beh dovrei fare un’operazione, devo incassare un assegno (siamo in banca d’altronde, no?). Mi fissa per interminabili secondi. Non capisce finchè non gli mostro l’assegno. Ah ok ok. Ma lei è mai entrato in una banca? (Oddio, ma che è?) Certo! E in una Unicredit. Sì (che è, mi vuoi aprire un conto e spillarmi soldi prima che sia troppo tardi per la tua azienda?). Type type type. È quasi fatta, intasco i miei 150 €. Ah, ma lei non è registrato. Prego? Non è registrato, per fare certe operazioni bisogna essere registrati, devo inserirla nel computer, ci vorranno solo cinque minuti. Ok (tanto se voglio quei soldi non ho scelta)… Type type type. Strada del Sorghetto? Eh, sì, è una strada di campagna, ha il nome un po’ strano… Non me lo prende! Come non glielo prende? Il computer non mi riconosce il suo indirizzo. Le assicuro che abito lì. Contrada Sorghetto forse? No, Strada, gliel’assicuro… No; proviamo con Via… Provi… Nemmeno… Panico. Minuti passati davanti al pc a cercare di capire dove io abiti, che poi lo so già (e meno male che non gli ho accennato al cambio dei civici in stile americano, sennò non ne uscivo davvero). Arriva pure una suora e si mette in coda dietro di me. Due minuti e sarò da lei sorella. Brividi. Me l’ha preso finalmente, ha accettato Località Sorghetto. Ah, bene (quindi?)… D’ora in poi si ricordi di dire sempre Località Sorghetto come suo indirizzo! Ok (tesoro, non lo farò mai, c’è un cartello con scritto Strada del Sorghetto all’inizio della via, e credo che la mia carta d’identità, oltre ai miei 20 anni di domicilio, siano più credibili del tuo cavolo di programma che si rifiuta di prendermi l’indirizzo, il perchè poi non lo saprò mai)… Quindi lei abita in campagna? Sì (sono già pronto a sentirmi dire che c’è un conto fatto apposta per le esigenze dei contadini)… Cosa coltivate lì? Mah… Pomodori, mais… (posso avere i miei soldi e andarmene? Grazie.) E poi quella è pure zona dove fanno la mortadella, no? Mah, forse intende la pancetta o la coppa (anche perchè di mortadella piacentina io non ne ho mai sentito parlare). Ah sì sì, la coppa di Piacenza, giusto… Ora, mi da il consenso per la privacy? Eehhh, sì (nemmeno il foglio pieno di postille in piccolo dove c’è scritto che sto vendendo l’anima al diavolo mi fai leggere prima?)… Ora firmi qui. Bene, ecco il suo foglio dove sono illustrate le condizioni della privacy (ah, adesso me lo dai?). Grazie, arrivederci. Esco, già sicuro che presto riceverò a casa un estratto conto Unicredit, ma poi capisco che forse non arriverà mai visto l’indirizzo che alla fine ha messo. Di corsa in posta. Quaranta minuti abbondanti in coda in mezzo a gente che inveisce contro quelli delle poste sono lenti e non fanno bene il loro lavoro (è sempre così, e devo dire che le poste centrali di Torino sono davvero lente nel servire i clienti, senza contare che tutte le raccomandate che ho mai spedito a Torino arrivano sempre non in due ma in una decina di giorni minimo: boh). È il mio turno, alleluja. 151,10 €. Ah, già, c’è il bollettino da pagare. Fanculo. Torno in residenza stremato per consegnare la ricevuta. Sono le 16:30 passate. Ho perso 2 ore e mezzo della mia giornata e 1,10  € per andare a versare su un conto dei soldi che avevo ritirato dallo stesso poco prima. Mi perplimo, aggrotto le soppracciglia e mi rammarico per tutto quel tempo perso in un tran tran senza senso. Poi torno sconsolato al mio solito cazzeggio su internet.

Do you have a waffle? Sabato 4 Ottobre 2008

Posted by preproman in Myself.
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Felicità è aver trovato finalmente, dopo convulse settimane di ricerca (manco fossi un cocainomane in crisi d’astinenza), una piastra per fare i waffles (o i gauffres: dipende se sei filo-francofono o filo-anglofono, io non sono né uno né l’altro, ma sicuramente mi sta molto più sul culo tutto ciò che ha anche lontanamente a che fare con la Francia, quindi dico waffle), e svegliarsi la mattina colazionando con quei quadratini quadrettosi burrosissimi e zuccherosissimi, così incredibilmente squisiti e profumosi, specie se annaffiati da sciroppo d’acero (boom!).

Lo sapevate che sono stati inventati da Ghandi? Chi l’avrebbe mai detto! :D

Un tram chiamato deleterio Venerdì 3 Ottobre 2008

Posted by preproman in Cose che non avresti mai voluto sapere, Torino.
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Attimi di panico stasera, verso le ore 21, sul tram della linea 13, all’altezza di piazza Castello.

All’improvviso è infatti suonato il cellulare di una ragazza, di età compresa fra i 16 e i 20 anni circa apparentemente.

Aveva la suoneria del gattino Virgola.