Pleh Mercoledì 11 Giugno 2008
Posted by preproman in Myself, Torino.Tags: Aiutatemi, Cazzate, Diarrea, Piove ancora, Stronza di merda cogli stivali trendy, Torino, Voglio morire
add a comment
Ho bisogno d’aiuto: credo di non ricordarmi più come sia fatto il sole.
Per la prima volta dopo mesi, forse anni, erano passate almeno 24 ore senza piovere, e credevo fosse riscoppiata l’estate (complice anche una momentanea temperatura schizzata a 54° circa), così avevo finalmente ceduto alla mia “voglia di clima consono al periodo dell’anno” vestendomi adeguatamente… E invece ho capito sulla pelle (dei miei piedi) che Torino non è una città in cui andare in giro con pantaloni di cotone a zampa d’elefante + sandali (pessima combinazione, pessima!)*.
Qualcuno mi aiuta a ricordare come sia fatto il sole? Quali siano i segni dell’estate? Perchè anche se il mio calendario segna giugno, a me quasi sembra di essere a novembre (poi il fatto di aver visto un torrone scontato al supermercato l’altro giorno mi ha mandato in ulteriore crisi temporale…). Vorrei tanto avere una di quelle statuine di padre Pio con la barba cosparsa di porporina che cambia colore a seconda del tempo, almeno saprei come vestirmi quando devo uscire… Nel dubbio, mi metterò sempre un impermeabile giallo, gli stivali di gomma in coordinato e un giubbotto di salvataggio rubato da un aereo (che si sa mai si rialzi di nuovo il Po o la Dora: almeno galleggerei ridendo di gusto mentre questa città viene cancellata dalla storia come Sodoma o Gomorra).
*: una nota, nel caso stesse mai leggendo, per quella stronza fighettina di merda che ho incrociato mentre attraversavo via Micca, che aveva gli stivali pitonati di chissà quale stilista, e che quando ci siam trovati di fronte non ti sei spostata costringendo me, coi sandali artigianali della Montagnola, a mettere i piedi nel megapoccione in mezzo alla strada, perchè sei troppo figa per insozzarti le tue scarpine nuove così trendy: spero che il freddo che ti sei beccata oggi mentre andavi in giro con l’ombelico di fuori ti faccia venire una diarrea così forte da creare un megapoccione di diarrea in centro al tuo salotto e che tu sia costretta, per raggiungere l’Imodium prima che sia troppo tardi, ad intingere i tuoi stivali trendy nel tuo stesso lago di diarrea, rovinandoli irrimediabilmente come non sarebbe invece accaduto se si fossero bagnati un po’ di più oggi pomeriggio. Con tutto il mio cuore.
No, we can’t Martedì 15 Aprile 2008
Posted by preproman in Cose che non avresti mai voluto sapere, Myself.Tags: Tristezza, Terrore, Disperazione, Malessere, Voglia di rannicchiarsi in una buca e morire, Voglia di piangere
add a comment
Oggi potrei dire tante cose: molte già dette, molte banali, molte inutili, molte terra-terra. Ne dirò poche allora, perchè comunque non posso tacere. E scusatemi se procederò a valanga.
Ci avevo creduto. Ero convinto che alla Camera il distacco sarebbe stato minimo e che al Senato si sarebbe riproposta invertita la situazione di due anni fa, senza però il supporto dei Senatori a vita per B, se non addirittura il ribaltone. Anche per questo, oltre che per la delusione di quanto fatto durante la precedente esperienza di Governo e per una generale diffidenza verso molti loro uomini, mi ero convinto a votare PD anzichè SA.
E non me ne do pace.
Perchè non solo il mio voto non è servito a evitare il ritorno trionfante al potere del B, ma perchè ha di fatto stroncato la possibilità che nel prossimo parlamento ci sia un qualche briciolo di laicità, una minima traccia di tutela dell’ambiente, dei lavoratori, delle donne, dei gay… Ora ci ritroviamo due partiti xenofobi e strenui difensori della cristianità al Governo, un partito fondamentalmente laico ma con una forte componente cattolica (e comunque palesemente incapace di dire alcunchè che sia in contrasto con il volere papale) all’opposizione assieme a un partitino cattolico. Mi resta solo Di Pietro, fate un po’ voi. Di Pietro! Pensare a Di Pietro mi fa tornare in mente a Tangentopoli. Possibile che il risultato di Mani Pulite siano stati 16 anni di potere per B, che gli hanno permesso principalmente di cambiare le leggi in modo da non finire come son finiti i suoi predecessori? Ridateci Craxi. Ridateci il ‘68. Ridateci la Guerra. Sessant’anni fa i nostri nonni imbracciarono i fucili per salvare l’Italia e permetterci tutto quello che ora abbiamo. Ora noi disonoriamo la loro memoria sprecando il nostro diritto di voto, che abbiamo solo grazie a loro, per eleggere elementi che vogliono imbracciare il fucile contro Roma ladrona e gli immigrati clandestini e tutto il resto. Fa male. Quel 9%, che poi è un 25% del mio Nord, che ha votato per la Lega mi fa male e mi spaventa più del B III. Lo interpreto come un sintomo di malessere sociale, oltre che una falla nella nostra farlocca democrazia. La Spagna in 30 anni di democrazia è riuscita a fare il triplo di quanto noi abbiam fatto in 60. Gli spagnoli ormai ci mangiano la paella in testa. Già mi vedo le nuove barzellette che gireranno nel mondo: anzichè “ci sono un inglese, un italiano, un tedesco e un francese su un aereo…”, basterà dire “c’è un italiano” per far scattare l’ilarità generale. Ed è giusto così. Perchè non è giusto nulla in questo stivale puzzolente chiamato Italia.
Vabbè, ho detto anche troppo e in modo troppo sconfusionato. Ma sto così male dentro che non so quando riuscirò a riprendermi da tutto questo… La delusione è tanta, la rabbia è tanta, ma è tanta anche la rassegnazione e la consapevolezza che le speranze così rischiano davvero di morire… Ed è solo l’inizio…
Tagli elettorali Giovedì 10 Aprile 2008
Posted by preproman in Myself.Tags: 60%, Cazzate, Elezioni, Trenitaglia
add a comment
Spendere 4,20€ di biglietto del treno per tornare a casa anzichè 11,20€ (che poi è pari al 62,5%, quindi anche più del 60% promesso) aumenta solo la mia voglia che il prossimo governo cada in fretta e ci siano ancora presto nuove elezioni.
16 marzo - aggiornamento Giovedì 20 Marzo 2008
Posted by preproman in Myself.Tags: 16 marzo, Capitan Findus, Cazzate, Lutti, Pubblicità, Trash
add a comment
Ora che anche questo 16 marzo 2008 è andato, possiamo fare un’ultima considerazione su questo giorno. Pare non sia accaduto nulla di eclatante quest’anno, ed è ancora troppo presto per sapere quali celebrità del futuro siano nate. Però questo 16 marzo ci ha reso orfani di due figure indimenticabili dello spettacolo di tutti i tempi: il batterista degli ABBA (ah, avevano un batterista? e dove lo nascondevano tutte le volte?), ma soprattutto Capitan Findus, scomparso a 86 anni probabilmente per avvelenamento dopo una scorpacciata di bastoncini (praticamente un suicidio). Lo vogliamo ricordare così, come un uomo che amava tanto i bambini al punto di solcare gli oceani con una nave il cui intero equipaggio era minorenne (ummmhh…) e a cui offriva sempre i suoi bei bastoncini a pranzo (aaahhh!)… Ok, forse non è il caso di ricordarlo proprio così… Immaginiamolo piuttosto oggi, che avrà sicuramente reincontrato tutti i suoi compagni di pubblicità degli anni ‘80: la nonnina senza strap, il Mago G, Michele l’alcolista, la bambina col gattino bagnato, la famiglia del Mulino Bianco, quel tizio siciliano che ce l’aveva profumato e quella che si lanciava dal paracadute una volta al mese. Brucino tutti all’inferno!
Sedici marzo Domenica 16 Marzo 2008
Posted by preproman in Myself.Tags: 16 marzo
2 comments
Il 16/3/1924, la città di Fiume fu annessa all’Italia. Esattamente 11 anni più tardi, Hitler ordinò il riarmo della Germania. 30 anni fa invece venne rapito Aldo Moro.
Il 16/3/1898 qui a Torino fu fondata la FIGC, mentre nel ‘42 venne approvato il Codice Civile Italiano.
Il 16 marzo sono nate tante persone, fra cui gli attori Jerry Lewis e Isabelle Huppert, il regista Bernardo Bertolucci, l’atleta Manuela Levorato, i pallavolisti Rafael Pascual e Luca Tencati, il musicista Eugenio Bennato, ma anche l’ottimista Tonino Guerra, il mitico Erik “Ponch” Estrada, Monica la sorella sfigata di Penelope Cruz, la cantante afona Flavia Fortunato e, ahimè, Enrico Vanzina.
Nati il 16 marzo, anche se purtroppo non ci sono più, il mitico Numero 2 Leo McKern, e Aldo Bianzino, che ricordiamo con affetto (ma soprattutto auspichiamo si scopri presto la verità riguardo l’assurda vicenda di Aldo).
Ricordiamo con affetto anche chi il 16 marzo ha scelto di andarsene: l’imperatore romano Tiberio, Attila il flagello di Dio, il musicista Giovanni Battista Pergolesi, gli artisti Constantin Brancusi e Tamara de Lempicka, la prima donna premio Nobel per la letteratura Selma Lagerlof e l’attore Carmelo Bene. E mia bisnonna.
Anche questo 2008 ha avuto il suo 16 marzo, e anche questo 16 marzo 2008 è stato un giorno come gli altri: qualcuno è nato, qualcuno è morto, qualcosa è accaduto, qualcuno s’è innamorato, le vite di certe persone sono irrimediabilmente mutate, altre manco si sono accorte che questo giorno ci sia mai stato.
Il 16 marzo 2880 potrebbe schiantarsi sulla Terra un asteroide, o qualcosa del genere. Forse sì che quel 16 marzo sarà un giorno diverso dagli altri. Ma allora, per me, non farà più alcuna differenza.
E poi? Martedì 26 Febbraio 2008
Posted by preproman in Myself.Tags: Biblioteca, Cazzate, Mensa, Noooo, Sfiga, Una dopo l'altra
add a comment
Oggi pranzo in mensa. Già sapete che io con la mensa ho un conto in sospeso, anche se pago sempre ogni volta che ci vado. Vediamo cosa mi toccherà oggi… Primo piatto: chiedo la zuppa di verdure, è finita, ci son le penne ai frutti di mare o le farfalle alla pancetta, merda, l’alternativa ultima disperata per quelli a cui non garba nulla, tipo me oggi, per qualche motivo oggi non è la pasta col pomodoro ma il riso in bianco, riso in bianco sia, e tristezza fu. Secondo: prendiamo almeno il tortino di verdure sennò di che mi nutro, tortino sia, pezzetto piccolissimo tutta pasta sfoglia e niente ripieno di verdure, allibisco di fronte al contenuto del piatto quando ormai è posato sul mio vassoio ed è troppo tardi per lamentarmi, c’è troppa gente. Contorno: son finite le patate al forno, son finite le carote lesse, restano i broccoli, broccoli siano, evviva. Frutta: è tutta marcia, come sempre, la frutta che danno qui è fin troppo biologica anche per me, prendo uno yogurt, han finito i gusti che mi piacciono, mi tocca quello alla pera che sa di vassoio di polistirolo che ha contenuto delle pere, yogurt alla pera sia, ma han pure finito i cucchiaini, mi tocca il cucchiaione che è più largo del vasetto, almeno lo finirò in due cucchiaiate. Col vassoio del pranzo più triste del mondo mi appropinquo alla cassa: 2,20 €, non ho di moneta, do 10 €, resto 7,60 €, cazzo m’han pure ciulato 20 cent, proprio oggi che ho un pranzo cagoso come non mai mi tocca pure lasciargli qualche spicciolo in più! Cerco a fatica un posto, mi siedo e solo allora mi accorgo che tutto è servito in piattini di plastica!!! Han finito i piatti veri! Ma che spreco! Non ci voglio credere, e mandando giù bocconi amari penso che no, non può finire così, probabilmente farò indigestione, sarà pure tutto avariato, mi verrà la diarrea istantanea. Invece sopravvivo almeno fino ad andare in biblioteca in ricerca di alcuni libri. Controllo se ci siano ancora, si sa mai che da ieri sera a oggi me li abbian dati via. Il primo c’è, il secondo pure, il terzo anche. Compilo le schede, sono le 13:15, me li portano alle 15:30, torno alle 15:35, i miei libri non ci sono, li han dati via a qualcun altro nel frattempo. Tutti e tre. Non ci credo, non è possibile, non ha senso. Cioè, mentre in un angolo compilavo la scheda per il prestito, dall’altro lato del bancone qualcuno se li stava registrando a suo nome. Mai visto casualità così assurda in tutto il tempo passato dietro il bancone della biblioteca di San Giovanni in Monte! E mai visto un tal filotto di piccole e insignificanti sfighe succedersi una dopo l’altra nel giro di un paio d’ore. Almeno non ho ancora vomitBLEAAARGH!!!
Alive - sopravvissuto Giovedì 14 Febbraio 2008
Posted by preproman in Myself, Torino.Tags: Abbonamento Musei Piemonte, Cazzate, Sopravvissuto, Torino, Yeah!
2 comments
Ok, mi rendo conto di avervi fatto aspettar fin troppo a lungo le dovute risposte del precedente post (pardon, non è stato voluto, sono solo troppo pigro…), quindi approfitterò del giorno di San Valentino per scrivere qualcosa che non sia nemmeno lontanamente connesso alla festa degli innamorati e vi snocciolerò le tanto attese soluzioni ai quesiti lasciati in sospeso!!!
Procedendo senza alcun ordine:
Che cosa sceglierà Napolitano per il futuro dell’Italia?
Ahimè, la soluzione a questa domanda suppongo la sappiate già. Elezioni ad aprile. Elezioni che, in coerenza con la strada intrapresa verso un sistema bipartitico in Italia, proporranno almeno una decina di candidati premier. Alè.
Chi ha ucciso Laura Palmer?
Anche questo ormai credevo fosse assodato, comunque è stato il padre posseduto da Bob. Anche se il suo avvocato insiste che in realtà son stati i vicini di casa.
Che fine ha fatto Carmen Sandiego?
Ricercata da decenni in tutto il mondo per il reato di falso in bilancio, Carmen ha recentemente potuto tornare in Italia senza conseguenze. Forse anche lei si candiderà premier alle prossime elezioni.
Riuscirò a tornare integro dopo aver perso circa il 30% del mio corpo?
No, infatti nel frattempo ho perso altri pezzi, nonché un’altra buona parte della mia sanità mentale.
Riuscirò a tornare a casa entro quest’oggi?
Sì, ce l’ho fatta! Infatti son ancora a casa dopo due settimane!!!
Riuscirò a vendicarmi del tizio minchioso che m’ha fatto fare un giro a vuoto?
Macchè! Sparito nel nulla… Spero vivamente che gli vengano le emorroidi in faccia a ‘sto minchione del cavolo, così la prossima volta che aprirà la bocca a vanvera almeno gli farà male…
Riuscirò ad avere quel dannato abbonamento?
Tanta ressa c’era al mattino, tanto silenzio e desolazione c’era al pomeriggio al Rettorato. Passai verso le 15, e i tizi che davano gli abbonamenti si stavano grattando le chiappe. Meglio così!!!
Chi avrà il coraggio di leggere tutto questo lunghissimo articolo?
Incredibilmente, qualcuno ce l’ha avuto. Un minuto di silenzio per commemorare tutti coloro che non sono sopravvissuti alla lettura…
Prossime tappe, grazie all’abbonamento: il Museo dei Cavatappi di Barolo e il Museo del Rubinetto di San Maurizio d’Opaglio. Imperdibili!!!
Riusciranno i nostri eroi a sopravvivere al delirio più totale? Mercoledì 30 Gennaio 2008
Posted by preproman in Myself, Torino.Tags: Cazzate, Delirio, Noooo, Mavadaviaiciap, Università, Bolgia infernale, Code, Numerini, Abbonamento annuale musei Piemonte, Robe da pazzi
3 comments
Tutto cominciò verso il 15 di gennaio, quando scoprii sul sito dell’Università che erano in regalo per i propri studenti 2000 abbonamenti annuali ai musei del Piemonte: un pass, che altrimenti pagherei 28 €, che permette fino alla fine del 2008 di entrare gratis in oltre 150 fra musei e mostre dell’intero territorio piemontese. Un’occasione ghiottissima e interessante (penso in confronto all’Università di Bologna, dove al massimo ti regalavano dei calci nel culo), che ho ben pensato di non lasciar perdere. Giorni di distribuzione delle tessere: 30, 31 gennaio e 1 febbraio. Decido allora di cambiare i miei piani e di restare a Torino apposta fino al 30 prima di fare una capatina decompressionante a casuccia bella.
Bene, oggi è il 30. L’inizio delle distribuzioni è alle 9:30, voglio essere puntuale pechè so che ci sarà un po’ di fila e perchè voglio tornare a casa al più presto. Mi alzo e scopro che il tizio con cui condivido il bagno, un uomo che si è bruciato ogni possibilità di mia amicizia e stima facendomi ascoltare “e gira tutto intorno alla staaaaanza mentre si daaaaanza unz unz unz” in loop per svariate ore al giorno per svariati giorni di fila a partire dal primo giorno in cui mi sono accasato qui, lo sta occupando già da alcuni minuti, e continuerà a farlo per altre diecine. La giornata parte col piede storto insomma. Esco per tanto più tardi del previsto. C’è la nebbia, c’è bagnato dappertutto e nella chiesa vicino c’è un funerale. Alè.
Arrivo in Rettorato, dove è prevista la distribuzione delle tessere: è il delirio più totale. Sono le 9:30 precise, e sia il cortile che il piano superiore sono già interamente occupati da ragazzi in coda. L’angoscia mi assale, ci son già un bel migliaio di persone davanti a me. Nessuno sa nulla di preciso, così mi unisco in quella che più che la fila per la tessera, sembra la fila dell’incoscienza e del dubbio. Arriva il tizio che da i numerini per la fila, come previsto: un semplice ragazzo, senza segni distintivi, con la faccia nemmeno tanto sveglia. Spiega: “quelli di Economia devono andare da quella parte, quelli di Scienze Politiche da quell’altra, Medicina di là, tutti gli altri vanno a Palazzo Nuovo, perchè anche se gli do il numero non gliela danno la tessera (eh?)”. Scatta il coro di “e io?”. “Scienze Naturali a Palazzo Nuovo… Ingegneria, no, non puoi avere la tessera…(?)”. Vorrei non fargli la domanda del ko, ma devo: “scusa, io sono Interfacoltà, corso di Geografia, dove devo andare?”. Mi guarda perplesso: “fai Beni Culturali?”. Mi cadono le balle, ma non ho tempo per cercarle e le lascio rotolare allegramente fra le gambe degli avventori verso il Po: si fosse confuso con geologia potrei capire, ma dire “geografia” e capire “beni culturali” ce ne vuole! Ripeto come farei con un vecchio sordo o con uno un po’ tonto, con le labbra che prendono la forma delle lettere che scandisco come l’Omino Bialetti: “GEO-GRA-FI-A”. Ci pensa un po’, poi sentenzia: “Palazzo Nuovo!”, indicandone inequivocabilmente la direzione col braccio.
Esco dalla bolgia e mi incammino, assieme ad altri malcapitati altrettanto indirizzati, verso Palazzo Nuovo, distante circa 5 minuti a piedi da lì. Arrivo, non c’è nulla, nè cartelli nè code che mi possano far intendere che stiano distribuendo ’sti cazzo di abbonamenti. Chiedo in portineria: “guardi che è al Rettorato…”, “Guardi che m’han appena mandato qua…”, “Aspetti che chiamo… No no, li danno solo là!”, “Han detto che li davan qua a me, e non son l’unico che è stato mandato qua…”, “Sè sè, te hai visto che c’era fila e sei scappato…“, ridacchia, chiude il microfono senza lasciarmi possibilità di rispondergli, cosa che comunque non avrei fatto perchè avevo perso le parole, e anche quelle stavano iniziando a rotolare verso valle all’inseguimento dei miei coglioni. Rabbrividiamo…
Torno indietro, c’è sempre casino. Mi infilo, cerco di sapere qualcosa, cerco anche il tizio che m’ha mandato da un’altra parte per mandarlo sonoramente da una certa altra parte a sua volta, ma nulla, non si capisce niente, c’è casino, c’è ressa e non c’è nessuna certezza. Mi immetto in quella che, stando ai questuanti, dovrebbe essere la coda delle facoltà umanistiche. Ci metto una buona mezz’oretta prima di raggiungerne la testa, mentre passano ragazzi che allarmano che ci sono solo 1000 biglietti per noi umanistici e di controllare che i biglietti abbiano il timbro dell’Università, perchè pare che nel frattempo stiano iniziando a girare bagarini e venditori di biglietti falsi. Pesco il 749. Alè.
Arrivo alla porta magica, dalla quale iniziano a uscire i primi fortunati (che hanno dormito in via Verdi in tenda stanotte, probabilmente): sorridono, hanno il bottino in mano e lo mostrano fieri a chi è ancora lì a far a botte per un pezzo di carta con su un numero e un timbro. Bastardi… Ennesima doccia fredda: fanno entrare solo 50 persone ogni ora, una ogni 5 minuti (la coda della facoltà di Matematica si suicida in massa a tale notizia). E stanno servendo il numero 83. Il tizio mi invita a tornare domani, perchè una volta che ho il numero sono a posto, non perdo il turno come in salumeria se non rispondo, devo solo aspettare che lo chiamino e posso entrare anche dopo che sia stato chiamato, ma non prima. Mi cadono le braccia (anch’esse rotoleranno verso il Po e contribuiranno assieme alle altre parti del mio corpo a una prossima alluvione nelle Langhe). Il bigliettino però lo stringo fra i denti, quello è salvo. Chiedo se tornando magari stasera alle 17, quando chiudono, potrebbe esserci speranza per me di passare, dato che devo assolutamente partire stasera (falsissimo! Certo, se resto un giorno in più impazzisco, ma ormai non ci perderei più di tanto…). Ottengo un forse, che è già qualcosa, anche se i miei piani per oggi erano decisamente diversi… Me ne vado sconsolato a testa bassa, preoccupato sul da farsi…
Riuscirò ad avere quel dannato abbonamento? Riuscirò a tornare a casa entro quest’oggi? Riuscirò a vendicarmi del tizio minchioso che m’ha fatto fare un giro a vuoto? Riuscirò a tornare integro dopo aver perso circa il 30% del mio corpo? Che cosa sceglierà Napolitano per il futuro dell’Italia? Chi ha ucciso Laura Palmer? Che fine ha fatto Carmen Sandiego? Chi avrà il coraggio di leggere tutto questo lunghissimo articolo?
Tutto questo e molto altro, lo scoprirete… NELLA PROSSIMA PUNTATA!
Ai løv iù béibbis Martedì 29 Gennaio 2008
Posted by preproman in Cazzatelandia, Myself, Raccomandazioni.Tags: Cazzate, Efi Thodi, Trash, Oscenità, Fa merda, Ringraziamenti, 1000!, Wow
5 comments
In un momento non ben identificabile, probabilmente in un minuto X di stamattina, il mio “stream of unconsciousness” ha raggiunto quota 1000 visitatori. Wow. Un po’ mi spaventa, dato che conosco una parte minuscola di quelle persone che sono transitate di qui. Spero solo che almeno più della metà di queste persone non abbiano chiuso la pagina che hanno letto vomitando.
In ogni modo, credo sia il caso di festeggiare il traguardo raggiunto!!! Tirate fuori l’ouzo, che alla musica ci penso io con la fantastica, inimitabile, raccapricciante, superlativa Efi Thodi!!! Una donna, un mito: rotoli di feta che sballonzolano sparsi su tutto il corpo e una pronuncia che Rutelli al confronto sembra nato sotto il London Bridge!
Ecco, è bastato poco per fare in modo che il numero di visitatori si bloccasse a quota 1000 e che il numero di persone che hanno vomitato vedendo il blog fosse anche maggiore… Amen!
Tiè! Giovedì 17 Gennaio 2008
Posted by preproman in Myself, Torino.Tags: Alè, Cazzate, Cazziatone, Cos'ho fatto di male?, Ma perchè?, Mensa, Noooo, Sbobba, Tiè, Torino, tristessa
2 comments
Anche stasera cena in mensa. Costa poco e il cibo è già tutto pronto, mentre questo studentato ha una cucina dotata di piastre elettriche che la prima volta che le ho usate c’ho messo una mezz’oretta abbondante per farmi scaldare una tazza d’acqua per farmi un tè: un dramma! Anche la mensa comunque ha i suoi lati negativi: la qualità e la varietà del cibo non è proprio eccelsa, ma soprattutto dietro il bancone a servirti si trova sempre una donna cicciona, antipatica, inutile e svampita, praticamente la versione reale e torinese di cuoca Doris (a cui infatti assomiglia molto anche fisicamente).
Stasera me la ritrovo con affianco un’altra tizia, decisamente più simpatica e sveglia. Le chiedo quale sia il ripieno dei tortelli al pomodoro: carne. In un nanosecondo intuisce che l’ho chiesto perchè io non mangio carne. All’improvviso l’incoscienza: senza che nè io nè lei ce ne accorgiamo, cuoca Doris mi mette sotto il naso il piatto di tortelli. L’altra lo prende, lo ributta nel pentolone urlando “ma no!” e sbatte il piatto nella fila delle robe da lavare. Doris rimane attonita (di fatto rimane con la solita unica espressione che ha stile “sto osservando la polvere che vola controluce”). “Ma non ascolti quello che ti dicono? Non vuole carne! Prima devi ascoltare e poi servire!”. “Stasera sei un po’ acida…”. “No, sei tu che vedo come lavori e non mi piace!”.
È stato un momento bellissimo. Lo so che ti passano sotto il naso centinaia di persone ogni sera, quindi non te li ricorderai tutti di certo, ma cara Doris, credevo che ormai ti iniziasse anche a stare allegramente sui coglioni quel tizio particolarmente cagacazzo, sempre vestito di bianco e rosso che tutte le volte ti rompe le balle chiedendoti gli ingredienti di quelle cose che servi e che non si capisce cosa siano (pasticcio di scarafaggi? crema di catarro? soufflè al vomito di yak? soffritto di unghie? come son patate lesse?!)! E tutte le volte che le chiedo cosa ci sia lì dentro, subito con una mano afferra il piatto e con l’altra appropinqua la paletta al pentolone, al che io la blocco allarmato ripetendo che gradirei sapere cosa ci sia dentro prima.
So già che anche domani la ritroverò, stavolta lei da sola, senza più la mia adorata cazziatrice al suo fianco, e ancora una volta non faremo che ripetere assieme per l’ennesima volta il nostro classico colloquio quotidiano: “scusi, c’è per caso della carne in quest’affare qui, qualsiasi cosa esso sia?”, “no, niente carne, aspetta che c’aggiungo un po’ di testicoli di cane…”.