Pleh Mercoledì 11 Giugno 2008
Posted by preproman in Myself, Torino.Tags: Aiutatemi, Cazzate, Diarrea, Piove ancora, Stronza di merda cogli stivali trendy, Torino, Voglio morire
add a comment
Ho bisogno d’aiuto: credo di non ricordarmi più come sia fatto il sole.
Per la prima volta dopo mesi, forse anni, erano passate almeno 24 ore senza piovere, e credevo fosse riscoppiata l’estate (complice anche una momentanea temperatura schizzata a 54° circa), così avevo finalmente ceduto alla mia “voglia di clima consono al periodo dell’anno” vestendomi adeguatamente… E invece ho capito sulla pelle (dei miei piedi) che Torino non è una città in cui andare in giro con pantaloni di cotone a zampa d’elefante + sandali (pessima combinazione, pessima!)*.
Qualcuno mi aiuta a ricordare come sia fatto il sole? Quali siano i segni dell’estate? Perchè anche se il mio calendario segna giugno, a me quasi sembra di essere a novembre (poi il fatto di aver visto un torrone scontato al supermercato l’altro giorno mi ha mandato in ulteriore crisi temporale…). Vorrei tanto avere una di quelle statuine di padre Pio con la barba cosparsa di porporina che cambia colore a seconda del tempo, almeno saprei come vestirmi quando devo uscire… Nel dubbio, mi metterò sempre un impermeabile giallo, gli stivali di gomma in coordinato e un giubbotto di salvataggio rubato da un aereo (che si sa mai si rialzi di nuovo il Po o la Dora: almeno galleggerei ridendo di gusto mentre questa città viene cancellata dalla storia come Sodoma o Gomorra).
*: una nota, nel caso stesse mai leggendo, per quella stronza fighettina di merda che ho incrociato mentre attraversavo via Micca, che aveva gli stivali pitonati di chissà quale stilista, e che quando ci siam trovati di fronte non ti sei spostata costringendo me, coi sandali artigianali della Montagnola, a mettere i piedi nel megapoccione in mezzo alla strada, perchè sei troppo figa per insozzarti le tue scarpine nuove così trendy: spero che il freddo che ti sei beccata oggi mentre andavi in giro con l’ombelico di fuori ti faccia venire una diarrea così forte da creare un megapoccione di diarrea in centro al tuo salotto e che tu sia costretta, per raggiungere l’Imodium prima che sia troppo tardi, ad intingere i tuoi stivali trendy nel tuo stesso lago di diarrea, rovinandoli irrimediabilmente come non sarebbe invece accaduto se si fossero bagnati un po’ di più oggi pomeriggio. Con tutto il mio cuore.
Il cielo su Torino Domenica 25 Maggio 2008
Posted by preproman in Torino.Tags: Cazzate, Facciamolo adesso uniamo le energie, Pioggia, Subsonica, Torino
add a comment
Visto l’andazzo metereologico di questa primavera avanzata (sigh sob), mi sembra il caso di rendervi partecipi dei risultati di una mia accurata ricerca scientifica, portata avanti segretamente negli ultimi mesi, riguardo il rapporto fra la città di Torino e il suo prodotto più tipico: la pioggia. I risultati sono qui riportati in una serie di teoremi, la cui dimostrazione lascio a voi lettori (potrete riuscirci semplicemente attraverso una rapida visita in città, non siate i soliti baluba):
- A Torino piove sempre (corollario del teorema di base: a Torino non c’è mai il sole).
- Se hai programmato di fare qualcosa di particolare che preveda attività all’aperto, pioverà. Se invece non hai programmato nulla e te ne resti in casa, vedrai fuori dalla finestra un bel sole che splende, allorchè ti verrà voglia di uscire: ti profumi le ascelle, ti allacci le scarpe, esci dal portone e si metterà a piovere a dirotto.
- Come a Milano dopo due gocce di pioggia vanno in tilt i semafori, a Torino dopo due gocce vanno in tilt i tombini: le piazze si trasformano in laghi e le strade in fiumi in piena impossibili da guadare.
- Come la campagna dopo due gocce di pioggia si riempie di lumache e funghi, Torino dopo due gocce si riempie di senegalesi e mediorientali vari che tentano di vendere ombrelli ad ogni angolo, insistendo soprattutto con chi sta passeggiando già al riparo di un ombrello.
- Se camminando sotto l’ombrello lungo un marciapiedi incroci qualcuno, se alzi l’ombrello per agevolare civilmente il passaggio, la persona che incroci ti imiterà, ma se lo tieni ad altezza normale (perchè tanto lo alzano tutti), la persona che incroci ti imiterà anche stavolta. In ogni caso, gli incidenti da ombrello sono inevitabili.
- I torinesi al vedere della pioggia diventano isterici: gli automobilisti creano ingorghi e raddoppiano la velocità (con conseguenti effetti-tsunami al loro transito nei laghi e fiumi formatisi come accennato al punto 3), i pedoni tengono l’ombrello aperto anche sotto i portici.
- Teorema speciale finale (che in parte riprende il precedente teorema numero due elevandolo però a un raro caso di “sfiga speciale da pioggia”): se dovesse per caso capitare che un sabato sera ci sia un concerto gratuito in piazza dei Subsonica, ovviamente pioverà, ma solo fino all’ora di inizio del concerto, in tempo per farti pensare “m**d* p**t***, piove, non posso beccarmi tutta quest’acqua, me ne sto al coperto che è meglio, p****d** b****d* v*c** f*** di t**** di m****”. Dopodichè, appunto, appena il concerto inizia smetterà di piovere, ma tu avrai ormai cambiato idea e sarai nella tua stanzetta all’asciutto, finchè non noterai che ha smesso di piovere e penserai “m**f**c*** p***a** tr*** ** **l*** di z****** ha smesso di piovere sto ****h**** di t****** f**c*** del ***** **** ******g*** r********* f*****z**!!!”, e potrai raggiungere il concerto per vederne non più della metà.
Bruci la città Martedì 8 Aprile 2008
Posted by preproman in Torino.Tags: Torino, Cazzate, Incendi, Paure
add a comment
Prima fu la Cappella della Sindone. Poi i miliardi del budget delle Olimpiadi. Poi la Thyssen-Krupp e i suoi operai. Ora anche il castello di Moncalieri…
Esco a prendermi un estintore da tenermi in camera, và.
E il primo che becco a giocare coi fiammiferi, m’incazzo.
Succede solo a Torino! Martedì 4 Marzo 2008
Posted by preproman in Torino.Tags: Cazzate, I'm so perpless, Informadisabili, Mensa, Noooo, Polenta, Robe da chiodi
7 comments
Spesso, qui a Torino le cose funzionano in maniera differente rispetto al resto del mondo.
In mensa, per esempio (giusto per parlare di qualcosa di cui non ho mai accennato), ogni tanto in questo periodo c’è la polenta. Che è segnalata, con tanto di cartello in bella vista, come “contorno - verdura di stagione”.
La polenta.
La polenta è una verdura.
La polenta è un contorno.
La polenta è di stagione a cavallo fra febbraio e marzo.
Uhm…
Allego inoltre la foto dell’ingresso dell’ufficio informa-disabili, che si trova non molto distante da questa stanza. Chi coglie per primo il particolare che non torna, vince una cartolina da Torino da me autografata (ovviamente non sarà una di quelle cartoline con donne mezze nude e la scritta “wish you were her”, perchè qui a Torino al massimo sulle cartoline ci sono persone depresse sotto la Mole e la scritta “wish I was dead”).
Alive - sopravvissuto Giovedì 14 Febbraio 2008
Posted by preproman in Myself, Torino.Tags: Abbonamento Musei Piemonte, Cazzate, Sopravvissuto, Torino, Yeah!
2 comments
Ok, mi rendo conto di avervi fatto aspettar fin troppo a lungo le dovute risposte del precedente post (pardon, non è stato voluto, sono solo troppo pigro…), quindi approfitterò del giorno di San Valentino per scrivere qualcosa che non sia nemmeno lontanamente connesso alla festa degli innamorati e vi snocciolerò le tanto attese soluzioni ai quesiti lasciati in sospeso!!!
Procedendo senza alcun ordine:
Che cosa sceglierà Napolitano per il futuro dell’Italia?
Ahimè, la soluzione a questa domanda suppongo la sappiate già. Elezioni ad aprile. Elezioni che, in coerenza con la strada intrapresa verso un sistema bipartitico in Italia, proporranno almeno una decina di candidati premier. Alè.
Chi ha ucciso Laura Palmer?
Anche questo ormai credevo fosse assodato, comunque è stato il padre posseduto da Bob. Anche se il suo avvocato insiste che in realtà son stati i vicini di casa.
Che fine ha fatto Carmen Sandiego?
Ricercata da decenni in tutto il mondo per il reato di falso in bilancio, Carmen ha recentemente potuto tornare in Italia senza conseguenze. Forse anche lei si candiderà premier alle prossime elezioni.
Riuscirò a tornare integro dopo aver perso circa il 30% del mio corpo?
No, infatti nel frattempo ho perso altri pezzi, nonché un’altra buona parte della mia sanità mentale.
Riuscirò a tornare a casa entro quest’oggi?
Sì, ce l’ho fatta! Infatti son ancora a casa dopo due settimane!!!
Riuscirò a vendicarmi del tizio minchioso che m’ha fatto fare un giro a vuoto?
Macchè! Sparito nel nulla… Spero vivamente che gli vengano le emorroidi in faccia a ‘sto minchione del cavolo, così la prossima volta che aprirà la bocca a vanvera almeno gli farà male…
Riuscirò ad avere quel dannato abbonamento?
Tanta ressa c’era al mattino, tanto silenzio e desolazione c’era al pomeriggio al Rettorato. Passai verso le 15, e i tizi che davano gli abbonamenti si stavano grattando le chiappe. Meglio così!!!
Chi avrà il coraggio di leggere tutto questo lunghissimo articolo?
Incredibilmente, qualcuno ce l’ha avuto. Un minuto di silenzio per commemorare tutti coloro che non sono sopravvissuti alla lettura…
Prossime tappe, grazie all’abbonamento: il Museo dei Cavatappi di Barolo e il Museo del Rubinetto di San Maurizio d’Opaglio. Imperdibili!!!
Riusciranno i nostri eroi a sopravvivere al delirio più totale? Mercoledì 30 Gennaio 2008
Posted by preproman in Myself, Torino.Tags: Cazzate, Delirio, Noooo, Mavadaviaiciap, Università, Bolgia infernale, Code, Numerini, Abbonamento annuale musei Piemonte, Robe da pazzi
3 comments
Tutto cominciò verso il 15 di gennaio, quando scoprii sul sito dell’Università che erano in regalo per i propri studenti 2000 abbonamenti annuali ai musei del Piemonte: un pass, che altrimenti pagherei 28 €, che permette fino alla fine del 2008 di entrare gratis in oltre 150 fra musei e mostre dell’intero territorio piemontese. Un’occasione ghiottissima e interessante (penso in confronto all’Università di Bologna, dove al massimo ti regalavano dei calci nel culo), che ho ben pensato di non lasciar perdere. Giorni di distribuzione delle tessere: 30, 31 gennaio e 1 febbraio. Decido allora di cambiare i miei piani e di restare a Torino apposta fino al 30 prima di fare una capatina decompressionante a casuccia bella.
Bene, oggi è il 30. L’inizio delle distribuzioni è alle 9:30, voglio essere puntuale pechè so che ci sarà un po’ di fila e perchè voglio tornare a casa al più presto. Mi alzo e scopro che il tizio con cui condivido il bagno, un uomo che si è bruciato ogni possibilità di mia amicizia e stima facendomi ascoltare “e gira tutto intorno alla staaaaanza mentre si daaaaanza unz unz unz” in loop per svariate ore al giorno per svariati giorni di fila a partire dal primo giorno in cui mi sono accasato qui, lo sta occupando già da alcuni minuti, e continuerà a farlo per altre diecine. La giornata parte col piede storto insomma. Esco per tanto più tardi del previsto. C’è la nebbia, c’è bagnato dappertutto e nella chiesa vicino c’è un funerale. Alè.
Arrivo in Rettorato, dove è prevista la distribuzione delle tessere: è il delirio più totale. Sono le 9:30 precise, e sia il cortile che il piano superiore sono già interamente occupati da ragazzi in coda. L’angoscia mi assale, ci son già un bel migliaio di persone davanti a me. Nessuno sa nulla di preciso, così mi unisco in quella che più che la fila per la tessera, sembra la fila dell’incoscienza e del dubbio. Arriva il tizio che da i numerini per la fila, come previsto: un semplice ragazzo, senza segni distintivi, con la faccia nemmeno tanto sveglia. Spiega: “quelli di Economia devono andare da quella parte, quelli di Scienze Politiche da quell’altra, Medicina di là, tutti gli altri vanno a Palazzo Nuovo, perchè anche se gli do il numero non gliela danno la tessera (eh?)”. Scatta il coro di “e io?”. “Scienze Naturali a Palazzo Nuovo… Ingegneria, no, non puoi avere la tessera…(?)”. Vorrei non fargli la domanda del ko, ma devo: “scusa, io sono Interfacoltà, corso di Geografia, dove devo andare?”. Mi guarda perplesso: “fai Beni Culturali?”. Mi cadono le balle, ma non ho tempo per cercarle e le lascio rotolare allegramente fra le gambe degli avventori verso il Po: si fosse confuso con geologia potrei capire, ma dire “geografia” e capire “beni culturali” ce ne vuole! Ripeto come farei con un vecchio sordo o con uno un po’ tonto, con le labbra che prendono la forma delle lettere che scandisco come l’Omino Bialetti: “GEO-GRA-FI-A”. Ci pensa un po’, poi sentenzia: “Palazzo Nuovo!”, indicandone inequivocabilmente la direzione col braccio.
Esco dalla bolgia e mi incammino, assieme ad altri malcapitati altrettanto indirizzati, verso Palazzo Nuovo, distante circa 5 minuti a piedi da lì. Arrivo, non c’è nulla, nè cartelli nè code che mi possano far intendere che stiano distribuendo ’sti cazzo di abbonamenti. Chiedo in portineria: “guardi che è al Rettorato…”, “Guardi che m’han appena mandato qua…”, “Aspetti che chiamo… No no, li danno solo là!”, “Han detto che li davan qua a me, e non son l’unico che è stato mandato qua…”, “Sè sè, te hai visto che c’era fila e sei scappato…“, ridacchia, chiude il microfono senza lasciarmi possibilità di rispondergli, cosa che comunque non avrei fatto perchè avevo perso le parole, e anche quelle stavano iniziando a rotolare verso valle all’inseguimento dei miei coglioni. Rabbrividiamo…
Torno indietro, c’è sempre casino. Mi infilo, cerco di sapere qualcosa, cerco anche il tizio che m’ha mandato da un’altra parte per mandarlo sonoramente da una certa altra parte a sua volta, ma nulla, non si capisce niente, c’è casino, c’è ressa e non c’è nessuna certezza. Mi immetto in quella che, stando ai questuanti, dovrebbe essere la coda delle facoltà umanistiche. Ci metto una buona mezz’oretta prima di raggiungerne la testa, mentre passano ragazzi che allarmano che ci sono solo 1000 biglietti per noi umanistici e di controllare che i biglietti abbiano il timbro dell’Università, perchè pare che nel frattempo stiano iniziando a girare bagarini e venditori di biglietti falsi. Pesco il 749. Alè.
Arrivo alla porta magica, dalla quale iniziano a uscire i primi fortunati (che hanno dormito in via Verdi in tenda stanotte, probabilmente): sorridono, hanno il bottino in mano e lo mostrano fieri a chi è ancora lì a far a botte per un pezzo di carta con su un numero e un timbro. Bastardi… Ennesima doccia fredda: fanno entrare solo 50 persone ogni ora, una ogni 5 minuti (la coda della facoltà di Matematica si suicida in massa a tale notizia). E stanno servendo il numero 83. Il tizio mi invita a tornare domani, perchè una volta che ho il numero sono a posto, non perdo il turno come in salumeria se non rispondo, devo solo aspettare che lo chiamino e posso entrare anche dopo che sia stato chiamato, ma non prima. Mi cadono le braccia (anch’esse rotoleranno verso il Po e contribuiranno assieme alle altre parti del mio corpo a una prossima alluvione nelle Langhe). Il bigliettino però lo stringo fra i denti, quello è salvo. Chiedo se tornando magari stasera alle 17, quando chiudono, potrebbe esserci speranza per me di passare, dato che devo assolutamente partire stasera (falsissimo! Certo, se resto un giorno in più impazzisco, ma ormai non ci perderei più di tanto…). Ottengo un forse, che è già qualcosa, anche se i miei piani per oggi erano decisamente diversi… Me ne vado sconsolato a testa bassa, preoccupato sul da farsi…
Riuscirò ad avere quel dannato abbonamento? Riuscirò a tornare a casa entro quest’oggi? Riuscirò a vendicarmi del tizio minchioso che m’ha fatto fare un giro a vuoto? Riuscirò a tornare integro dopo aver perso circa il 30% del mio corpo? Che cosa sceglierà Napolitano per il futuro dell’Italia? Chi ha ucciso Laura Palmer? Che fine ha fatto Carmen Sandiego? Chi avrà il coraggio di leggere tutto questo lunghissimo articolo?
Tutto questo e molto altro, lo scoprirete… NELLA PROSSIMA PUNTATA!
Tiè! Giovedì 17 Gennaio 2008
Posted by preproman in Myself, Torino.Tags: Alè, Cazzate, Cazziatone, Cos'ho fatto di male?, Ma perchè?, Mensa, Noooo, Sbobba, Tiè, Torino, tristessa
2 comments
Anche stasera cena in mensa. Costa poco e il cibo è già tutto pronto, mentre questo studentato ha una cucina dotata di piastre elettriche che la prima volta che le ho usate c’ho messo una mezz’oretta abbondante per farmi scaldare una tazza d’acqua per farmi un tè: un dramma! Anche la mensa comunque ha i suoi lati negativi: la qualità e la varietà del cibo non è proprio eccelsa, ma soprattutto dietro il bancone a servirti si trova sempre una donna cicciona, antipatica, inutile e svampita, praticamente la versione reale e torinese di cuoca Doris (a cui infatti assomiglia molto anche fisicamente).
Stasera me la ritrovo con affianco un’altra tizia, decisamente più simpatica e sveglia. Le chiedo quale sia il ripieno dei tortelli al pomodoro: carne. In un nanosecondo intuisce che l’ho chiesto perchè io non mangio carne. All’improvviso l’incoscienza: senza che nè io nè lei ce ne accorgiamo, cuoca Doris mi mette sotto il naso il piatto di tortelli. L’altra lo prende, lo ributta nel pentolone urlando “ma no!” e sbatte il piatto nella fila delle robe da lavare. Doris rimane attonita (di fatto rimane con la solita unica espressione che ha stile “sto osservando la polvere che vola controluce”). “Ma non ascolti quello che ti dicono? Non vuole carne! Prima devi ascoltare e poi servire!”. “Stasera sei un po’ acida…”. “No, sei tu che vedo come lavori e non mi piace!”.
È stato un momento bellissimo. Lo so che ti passano sotto il naso centinaia di persone ogni sera, quindi non te li ricorderai tutti di certo, ma cara Doris, credevo che ormai ti iniziasse anche a stare allegramente sui coglioni quel tizio particolarmente cagacazzo, sempre vestito di bianco e rosso che tutte le volte ti rompe le balle chiedendoti gli ingredienti di quelle cose che servi e che non si capisce cosa siano (pasticcio di scarafaggi? crema di catarro? soufflè al vomito di yak? soffritto di unghie? come son patate lesse?!)! E tutte le volte che le chiedo cosa ci sia lì dentro, subito con una mano afferra il piatto e con l’altra appropinqua la paletta al pentolone, al che io la blocco allarmato ripetendo che gradirei sapere cosa ci sia dentro prima.
So già che anche domani la ritroverò, stavolta lei da sola, senza più la mia adorata cazziatrice al suo fianco, e ancora una volta non faremo che ripetere assieme per l’ennesima volta il nostro classico colloquio quotidiano: “scusi, c’è per caso della carne in quest’affare qui, qualsiasi cosa esso sia?”, “no, niente carne, aspetta che c’aggiungo un po’ di testicoli di cane…”.
Che bidonata! Mercoledì 28 Novembre 2007
Posted by preproman in Myself, Torino.Tags: Cazzate, Nooooo, Raccolta differenziata, Torino
5 comments
Il risveglio di stamane è stato traumatico: ho scoperto che qui a Torino, o almeno nel centro, non si fa la raccolta differenziata dell’umido organico. Ho tenuto dieci giorni in frigo un piatto di bucce di frutta e filtri di tè (lo so che è stupido ma non sapevo dove altro metterli, e il frigo era vuoto…) per nulla: quando sono sceso in cortile c’erano solo i bidoni per la plastica, per la carta e per le vecchie Panda.
Sono risalito in camera piangendo, pensando a quella serata passata alla Festa dell’Unità di Castel Maggiore a regalare alle signore campioni di compost e a distribuire i bidoni e i sacchetti appositi, decantando le maraviglie della raccolta differenziata e del compostaggio domestico, sentendomi la persona sbagliata al momento sbagliato, dato che nessuno mi filava, tra una piadina squacquerone-rucola e un giro di lissssio. Tutto mi è sembrato così inutile… Non vedo l’ora di tornare a Bologna per riabbracciare il mio bidoncino verde, col coperchio dalla parte dentro dentro imperituramente ricoperto di muffa…
Ora parto per Bucuresti: ci rivediamo a dicembre con nuove cazzate e il proseguimento della telenovela originale!
Cose che non avresti mai voluto potessero accadere Lunedì 26 Novembre 2007
Posted by preproman in Torino.Tags: Cazzate, Minghi, Nooooo, Torino
2 comments
Ho visto in giro alcuni poster riguardo il concerto di Amedeo Minghi il 10 dicembre qui a Torino.
Più numerosi sono invece i volantini riguardo il conseguente piano di evacuazione generale della città dovuto a una tale incombente calamità.
Già si sono registrati alcuni casi di attacchi di panico collettivi e fuggi fuggi generali, ma la Protezione Civile ha già predisposto tutto nei minimi dettagli. A partire dal 9 mattina, una truppa di volanti della polizia, riconoscibili da una sirena urlante “trottolino amoroso du du dà dà dà” girerà la città, e a quel punto i cittadini dovranno scendere dai loro appartamenti e incamminarsi dietro le stesse vetture diretti verso l’hinterland. Campi profughi temporanei e tendoni della Croce Rossa per accogliere i disperati in fuga saranno allestiti a Grugliasco, Trofarello, Collegno e Moncalieri. I primi volontari stanno iniziando a girare casa per casa per allertare gli anziani e diffidarli dall’aprire la porta a persone troppo vecchie per avere i capelli così biondi. Si cerca anche una volontaria per attirare il mostro in Piazza della Repubblica e tentare di catturarlo. Purtroppo, non essendoci più tracce di Mietta dopo Musicfarm 2005, si dubita di riuscire a trovare qualcun altro disposto a sacrificarsi in tal modo. Il giorno 10 l’intera città sarà dichiarata zona rossa, ma nemmeno i black bloc tenteranno di forzare le barriere per accedervi. L’11 mattina la città verrà bollita per essere disinfettata, e a partire dal dopo pranzo i cittadini potranno finalmente rientrare in possesso delle proprie abitazioni o di ciò che ne sarà rimasto.
Geografia spicciola di Torino Sabato 24 Novembre 2007
Posted by preproman in Torino.Tags: Cazzate, Delirio, Torino
4 comments
STORIA DI TORINO
Torino fu fondata per sbaglio qualche centinaia di anni fa, e da allora purtroppo non è più stata sfondata. A Torino non succede nulla per secoli, finchè, sempe per sbaglio, non venne dichiarata capitale d’Italia nel 1861. Accortisi del palese errore, i Savoia, che erano i primi a vergognarsi di essere torinesi, spostarono la capitale a Firenze, e da allora a Torino è ricominciato a non succedere più nulla di importante (non che nel frattempo fosse successo qualcosa, nè).
ECONOMIA DI TORINO
L’economia della città si basa essenzialmente sulla produzione di automobili di dubbio gusto, sul bagarinaggio dei biglietti per le partite della Juve, sul narcotraffico, sul monopolio dei grissini monoporzione per i ristoranti e soprattutto sulla vendita di kebab.
ETNIE E LINGUE DI TORINO
Le etnie prevalenti di Torino, e conseguentemente le lingue più parlate in città, sono nell’ordine: Arabo (48% della popolazione), Rumeno (32%), Africano (24%), Cinese (19,8 periodico %), Sudamericano (15%), Francese(8%), Calabrese (98%). Presenti minoranze di Albanesi, Turchi,Anglofoni e Italiani.
DEMOGRAFIA DI TORINO
A Torino non nasce nessuno da tempo: tutti vi migrano dopo esser nati da qualche altra parte. Le cause di morte più frequenti sono il suicidio causato da depressione, l’inquinamento, l’avvelenamento da bagna caoda (per i turisti).
POLITICA DI TORINO
A Torino sono tutti comunisti: hanno anche cercato di dar fuoco alla sacra sindone una volta, e pare che le mummie del museo egizio di notte prendano vita e vaghino per la città affamate di bambini.
MONUMENTI DI TORINO
Il principale monumento di Torino è la Mole Antonelliana, che doveva essere una sinagoga, ma alla fine non si capisce bene a cosa serva. Altri monumenti famosi sono la basilica di Superga, a forma di scarpa da tennis, e il mausoleo con la mummia imbalsamata di Gianni Agnelli.
SPORT DI TORINO
Gli sport preferiti dai torinesi sono lo slalom fra i tram e la lotta libera fra le tifoserie del Toro e della Juve. A Torino si sono inoltre svolte le Olimpiadi Invernali del 2006, che hanno riempito la città di strutture per il pattinaggio su ghiaccio o il curling oggi completamente abbandonate e distrutte.
CURIOSITÀ DI TORINO
A Torino piove sempre, anche quando c’è il sole. A Torino è nata la RAI, e non dobbiamo certo essergli grati per questo. La città è divisa in due parti dal Po: a destra è tutto di proprietà della Fiat, a sinistra tutto è in mano al Banco di San Paolo. Il simbolo della città è un toro, e per questo tutti i torinesi son convinti che il simbolo di Milano sia un culo.